The COMM

Brittany Glassey

Devo molte delle mie opere alla tecnologia e a Internet, volevo esplorare come elevare la creatività attraverso queste tecnologie…

Vi presentiamo Brittany Glassey, una laureata in moda che viene dalla Nuova Zelanda. Ispirata dalla moda alternativa giapponese e dalla tecnologia, Brittany incorpora entrambe nei suoi design. Nella sua ultima collezione, chiamata “Creativity Gets an Upgrade”, usa il taglio al laser, luci LED e iPhones! The COMM ha parlato con lei riguardo al suo viaggio nella moda, all’intersezione tra tecnologia ed espressività e a come essere più sostenibili.

 

Presentati alla COMMunity.

Ciao a tutti! Sono Brittany e amo i colori accesi e creare cose, che sia arte, moda o qualsiasi cosa nel mezzo! Ho appena finito il mio ultimo anno di università (ho studiato Fashion Design).

Raccontaci di come ti sei imbattuta nella moda alternativa giapponese.

Mi ci sono imbattuta per la prima volta online. Giocavo a molti video giochi di vestiti e seguivo la community della moda online quando ero un’adolescente: vedevo molte persone vestire i propri avatar con abbigliamento super colorato e mettergli accessori Decora nei capelli. Le persone con cui ho fatto amicizia amavano questo genere di stile, ma non avevano la possibilità di vestirsi così nella vita reale. Per questo i loro avatar rappresentavano le loro fantasie più sfrenate in fatto di moda.

 

Immagine cortesia di of Sam Glassey/Stacey Kavanagh.

 

Perché hai deciso di studiare moda?

Ho sempre amato la creatività, che si trattasse di cucire, scolpire o disegnare. Cucivo vestiti per le mie bambole e creavo nuovi giocattoli. Quando ero una bambina ho avuto anche vari problemi di salute, quindi i negozi spesso non vendono il genere di abiti che posso indossare, limitando le mie scelte in fatto di stile. Nel tempo ho iniziato a innamorarmi del design dei vestiti, spingendomi a rendere la moda la mia carriera.

Parlaci delle fonti d’ispirazione per la tua ultima collezione.

La mia mini collezione “Creativity Gets an Upgrade” si concentra su come le tecnologie digitali possono aiutare l’espressività e la creatività dei giovani nel contesto della moda.

Devo molte delle mie opere alla tecnologia e a Internet, volevo esplorare come elevare la creatività attraverso queste tecnologie in moda unico, che non possa essere replicato. La mia ricerca mi ha portato agli articoli di The COMM sulla tecnologia nella moda alternativa. Mi è piaciuta l’idea che chiunque possa usare la tecnologia nella moda e volevo dare al concetto di accessibilità (in particolare per i giovani) un ruolo nella mia collezione.

Ogni look si basa sull’uso di una tecnologia diversa e la collezione vuole essere un esempio di come tutte queste tecniche possono essere sfruttate a livello creativo, così tutti possono avere la possibilità di usarle per il proprio stile.

Nonostante questo, non credo che le tecnologie digitali debbano rimpiazzare i metodi tradizionali d’espressione creativa, devono solo creare risultati diversi.

 

Immagine cortesia di Art Institute.

 

Immagine cortesia di Art Institute.

 

Per il meglio o per il peggio, la parola “sostenibilità” è diventata molto importante nel mondo della moda. Qual è il tuo approccio al design e alle risorse tessili, mentre si combatte con il cambiamento climatico?

I problemi della moda quando si parla di sostenibilità non possono essere ignorati. Quando posso cerco di usare fibre naturali o sostenibili nei miei capi.

Riconosco che nei miei design sono presenti fibre sintetiche e le conseguenze di questa scelta, quindi cerco di utilizzare meno materiale possibile per ridurre gli sprechi. Uso anche materiali di seconda mano, invece che comprarne di nuovi, come per esempio in questo vestito realizzato con vecchi orsacchiotti di peluche.

La sostenibilità non si limita all’ambiente: trovarla anche a livello sociale ed economico è un’enorme sfida. I miei metodi di produzione funzionano perché sono in piccola scala, ma non sono sostenibili in una scala più ampia. Voglio continuare a creare vestiti tenendo a mente la sostenibilità nel mio processo creativo.

Hai qualche consiglio per tutti gli amanti della moda alternativa giapponese che vogliono essere sostenibili?

La personalizzazione dei capi è fondamentale nella moda alternativa. Amo trovare vestiti di seconda mano e renderli unici. Imparare a cucire è un ottimo modo per iniziare a rendere i propri vestiti diversi da tutti gli altri, trasformandoli in qualcosa di diverso o facendoli calzare meglio.

Un ultimo commento?

In un’industria turbolenta quanto quella della moda, ci si concentra troppo sulla competizione per essere i migliori, ma ammiro molto chi riesce a lavorare con gli altri e a supportarsi a vicenda come in una comunità. The COMM sta facendo un ottimo lavoro da questo punto di vista. Grazie a tutti per l’opportunità di mostrare il mio lavoro, spero che abbiate la stessa possibilità anche voi in futuro!

 

Immagine cortesia di Sam Glassey/Stacey Kavanagh.

 

Immagine cortesia di Art Institute.

 

Instagram

Introduzione e domande di Anna, tradotto da Luna.
Immagini cortesia di Art Institute.

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